Quest’anno sarà Carolina che parlerà per la sindrome di Rett, sarà presente con la sua famiglia a testimoniare anche tacitamente la sua malattia.
Carolina, e tanti altri bambini affetti da malattie genetiche, saranno il centro della trasmissione, anzi, saranno la parte più vera …..come ogni anno attraverseranno il palco della Maratona, coccolati e riveriti dai vip e dal pubblico, tra le luci natalizie, la sensibilità e generosità dei presentatori ….per un giorno o per poco ore.
Anch’io, con mia figlia sono stata alla Maratona qualche anno fa, e ancora lo rifarei per Telethon. Non è facile per un genitore decidere di usare l’immagine della propria bambina ammalata, non è facile soprattutto perché hai attraversato momenti di grande dolore, e semplicemente il dolore ti annienta, ti fa passare la voglia di tutto, e molti di noi si sentono estranei e al di fuori dai questi contesti.
Le bambine con la sindrome di Rett, non parlano, non possono decidere, difficilmente riescono a dire anche solo se hanno sete, per cui portarle in trasmissione, o anche farle apparire in una foto con un vip, è una scelta solo ed esclusivamente del genitore.
Così questo genitore, se decide di farlo, deve essere disposto a dare una testimonianza, a lasciarsi mettere a nudo da un video, a parlare della malattia che ha travolto la vita della sua famiglia…. parlare, coinvolgere….chiedere aiuto, è ciò che tutte le famiglie presenti in Maratona faranno, ed è per questo che questa trasmissione è veramente la più vera delle altre e la più difficile in assoluto a cui andare.
Non credete, la presenza non è giocata qui sullo schermo, ma è giocata e non vista nelle nostre case, nelle nostre difficoltà giornaliere ad accettare, a trovare soluzioni, a mettere insieme a volte la disperazione con la necessità di fare una vita normale.
Chi viene in Maratona deve essere disposto ad aiutare e a capire fino in fondo cosa vuol dire sedersi accanto ad un malato e cercare di voler guardare lontano….trovare strategie e percorsi che mettano in campo le possibilità per trovare soluzioni.
I nostri malati hanno bisogno di questo, non di reality show, hanno bisogno di gente generosa, di Aziende che investano nella ricerca, mi viene quasi da dire …che investano su di loro.
Perché, sembra un paradosso ma investire su un malato, significa investire sulla conoscenza, dare la possibilità alla ricerca di aprire strade nuove, sviluppi ed economie nuove…e senza accorgerci si investe anche su tutta la collettività.
I bambini e le persone ammalate di malattie genetiche, hanno bisogno di un Paese che prenda posizione e sostenga veramente la ricerca scientifica italiana, dandosi dei parametri per sostenerla, per farla crescere e garantirne la qualità.
Telethon in Italia, spesso fa tutto questo da sola.
E aggiungo, Telethon insieme alle singole associazioni che per conto proprio, portano avanti i mille problemi relativi alla loro singola malattia…. piccole isole di persone che sfidano qualsiasi cosa per i loro malati.
Come rappresentante di Pro Rett Ricerca , sono sicura che ancora una volta Telethon saprà con i fondi raccolti, garantire i principi che costituiscono la sua Missione, e che rappresentano anche i nostri:
- finanziare la ricerca scientifica verso la cura delle malattie genetiche;
- finanziare anche quelle malattie che per la loro rarità sono trascurate dai grandi investimenti industriali e pubblici;
- finanziare solo eccellenti progetti di ricerca e i migliori ricercatori;
- informare su come vengono investiti i fondi e a quali risultati hanno portato.
Solo così, le persone che parteciperanno alla Maratona, avranno avuto ragione di esserci.
Rita Bernardelli
Presidente Pro Rett Ricerca
